“Tu mi piaci più di quanto io piaccia a te”. Una constatazione serena, alleggerita per una volta dalle provocazioni che solitamente è abituata a mettere in scena.
Se devo essere sincero, non ricordo neanche la risposta. Anche se spargo le lenzuola di vari “è complicato, troppo complicato”. Non fuggo, non attacco. Mi abbandono, sparso, come i vestiti, sul materasso.
“Tu sei ancora innamorato”. È quello che penso anche io. Lo dico in giro. Ora però lo sento tutto, di nuovo, l’amore. Di nuovo c’è anche che non mi pare di essere stato costretto a ripassare dal via.
Ma forse ho solo gettato dadi che non erano i miei. Perché ora la polvere s’è diradata e vedo tutte le macerie. Sono molte di più, o solo più pesanti, di quelle che ho spostato finora.
Stamattina, complici percorsi mentali e professionali molto poco tortuosi, ho voglia di sentire i Velvet Underground. È lunedì, ma suona grigio come una domenica mattina. Come le nuvole, che si ammucchiano in un calendario sballato e zeppo di simboli.
Sunday morning, praise the dawning
Its just a restless feeling by my side
Early dawning, sunday morning
Its just the wasted years so close behind
Watch out, the worlds behind you
Theres always someone around you who will call
Its nothing at all
Sunday morning and Im falling
Ive got a feeling I dont want to know
Early dawning, sunday morning
Its all the streets you crossed, not so long ago
Watch out, the worlds behind you
Theres always someone around you who will call
Its nothing at all
Watch out, the worlds behind you
Theres always someone around you who will call
Its nothing at all
Sunday morning
Sunday morning
Sunday morning
(Velvet Underground – Sunday morning)
(PS: il video realizzato da questo utente di YouTube è uno di quei luoghi dove una volta nella vita credo che tutti vorrebbero posare lo zaino in terra).
